L’ABUSO IRRESPONSABILE

“COME L’HO ACQUISTATA IO, COSÌ LA RIVENDO!”

“VENDO SOLO A CHI COMPRA SENZA MUTUO!”

Bene!

Sai quante volte mi è capitato di sentire risposte simili? 25.000 volte. Sono quasi la metà degli appuntamenti di acquisizione che ho fatto in circa 30 anni di attività di agente immobiliare. 

Hai capito bene: 25.000!

Circa la metà degli appartamenti che ho visto presentavano delle difformità urbanistiche.

Fino al 2001, contravvenendo alle norme, alcune di queste difformità (di medio/basso livello di gravità) venivano lasciate latenti con escamotage poco ortodossi. 

Con l’ultimo riferimento normativo importante (la legge n. 380 del 2001), nota anche come Testo Unico dell’Edilizia si è cercato di porre fine ai contenziosi e disciplinare al meglio la materia. 

Un’ulteriore stretta deriva dall’obbligo di conformità da dichiarare in atto notarile di compravendita immobiliare dagli intestatari, come indicato dall’ art.19 del D.L.78 31 maggio 2010, con cui l’atto potrebbe rivelarsi nullo e/o l’acquirente potrebbe rivalersi nei confronti del venditore. 

ORA, COSA VUOL DIRE IN BREVE?

Vuol dire che il Sig. Rossi, nell’intento di scampare i costi e gli oneri amministrativi per legittimare l’abuso e sperando di trovare l’acquirente con “i soldi in bocca”, si troverà nel migliore dei casi davanti ad una richiesta di risarcimento. 

Vuol dire che il Il Sig. Bianchi, con la presunzione di essere nel giusto, “perchè se è andata bene a me nel passato deve andare bene anche al mio acquirente” si troverà, nel migliore dei casi, davanti ad una domanda di adempimento e richiesta di restituzione del doppio della caparra. 

SE CI SI PENSA BENE, SI POTREBBE CREARE ANCHE UN BUSINESS…

Ma io faccio l’agente immobiliare e chi mi conosce bene sa che il mio obiettivo è quello di aiutare le persone a realizzare progetti immobiliari senza stress e complicazioni varie. 

Non possiamo certo dimenticare i difetti nascosti, i cosiddetti “vizi occulti”, quelli che il venditore ha volutamente preferito nascondere all’acquirente.

Ad esempio:

  • difetti dell’impianto di riscaldamento;
  • vizi all’impianto fognario;
  • infiltrazioni;
  • difformità agli impianti idrico elettrico. 

Cosa succede in questo caso al venditore “furbetto”?

L’acquirente, anche dopo il rogito notarile, ha fino ad 8 giorni per denunciare il difetto e fino ad 1 anno per fare valere i suoi diritti. 

Ora, il “fai da te” sicuramente può essere un’opzione allettante per coloro che cercano di risparmiare ma il risvolto della medaglia è che spesso è causa di liti giudiziali.

Risparmiare non è sempre sinonimo di guadagno. 

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